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Tortelli di orata con pesto di zucchine, basilico e pistacchi di Bronte

Ultima, foodblogger ma solo in ordine di apparizione, che ha iniziato a collaborare con casa Orsolani è Marcella di "LIbri e fornelli". Dal nome del suo blog è facile capire quali sono le sue passioni! Anche nel suo caso possiamo dire che ha iniziato "col botto" presentandoci una ricetta molto curata e per nulla banale per la quale ha scelto l'abbinamento con il nostro Rustia.

Tortelli di orata con pesto di zucchine, basilico e pistacchi di Bronte

Questa è una ricetta di mia invenzione: volevo cucinare una pasta ripiena con il pesce e ho pensato di abbinarci un pesto di zucchine, basilico e pistacchi di Bronte.
Ho accompagnato i tortelli con dell’ottimo Erbaluce di Caluso docg dell'Azienda Agricola Orsolani servito fresco, perfetto per i piatti di pesce che, con il suo profumo deciso e il suo retrogusto agrumato, si accompagna perfettamente con il profumo di limone del ripieno dei tortelli.

Ingredienti per 3 persone: 225gr di farina 00, 25gr di semola di grano duro rimacinata, 2 uova intere, 2 orate piccole (o una grande per un peso di circa 500gr), 2 zucchine, 1 patata media, 1 cucchiaio di pistacchi di Bronte sgusciati, 1 mazzetto di basilico, 1 cucchiaio di pomodori secchi tritati, 1 spicchio d’aglio, 1 cucchiaio di “La Rustia” Erbaluce di Caluso docg, La scorzetta di un limone, Olio extravergine d’oliva qb, Sale e pepe qb

Preparate la pasta per i tortelli impastando la farina bianca con la semola, le uova intere e 2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva.
Quando risulterà omogenea, elastica e non appiccicosa, fatene una palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela a riposare in frigorifero per almeno un'ora.
Cuocete le orate intere e pulite avvolte nella carta forno appoggiate su una placca in forno caldo (180°) per venti minuti circa.
Cuocete le zucchine tagliate a fettine in una padella antiaderente con poco olio e sfumate con un goccio di “La Rustia” Erbaluce di Caluso docg finché non cominceranno a sfaldarsi.
Cuocete la patata con la pelle in una pentola con pochissima acqua finché pungendola con una forchetta non risulterà morbida.
Una volta cotto il pesce pulitelo e mettete i filetti in una ciotola con la patata pelata e schiacciata, i pomodori secchi, la scorzetta di limone e due cucchiai d’olio extravergine di oliva.
Amalgamate gli ingredienti e – se necessario – passate il ripieno al passaverdura o frullatelo brevemente con un frullatore ad immersione.
Stendete la pasta molto sottile (se possibile aiutandovi con una macchina stendipasta) e con un coppapasta o un tagliapasta formate dei cerchi che andrete a riempire con un cucchiaino di ripieno e a chiudere a mezzaluna con le mani. Fate tostate i pistacchi interi in pochissimo olio con lo spicchio d’aglio.
Frullate le zucchine con le foglie di basilico che avrete lavato accuratamente e unite i pistacchi tostati, condite con poco olio extravergine di oliva crudo e regolate di sale e pepe. Cuocete i tortelli in abbondante acqua salata. Scaldate il pesto in un pentolino a fuoco bassissimo. 
Servite i tortelli adagiati su un letto di pesto di zucchine conditi con un filo d’olio extravergine di oliva, qualche fogliolina di basilico e qualche pezzettino di pomodoro secco tritato.
Accompagnate il piatto con lo stesso Erbaluce di Caluso docg "La Rustia dell’Azienda Agrigola Orsolani (che avete utilizzato per la cottura delle zucchine) e buon appetito!

Crackers di kamut al cumino e dip di fave

Orsolani non vuole farsvi mancare nulla ed è per questo che tra le nuove foodblogger abbiamo inserito Giulia di "Una vegetariana in cucina". I nostri vini ben si accompagnano con le verdure e Giulia è davvero maestra a creare piatti sfiziosi e vegetariani. Un abbinamento perfetto.  La sua prima ricetta è accompagnata dal Cuveè Tradizione.

Crackers di kamut al cumino e dip di fave

Succede che un giorno come tanti mi capiti l’occasione di intraprendere una nuova avventura, un’avventura che non riguarda più solo il tema del food, la cucina, le ricette ma che si apre all’orizzonte del vino e degli abbinamenti.

Comincio a documentarmi, a leggere, a studiare, parlo con gli amici e coinvolgo le persone che conosco che lavorano nel mondo del vino per avere consigli e magari anche qualche dritta (GRAZIE di cuore). E per cominciare cosa c’è di meglio di un aperitivo, magari con una ricetta vegan e bollicine Doc??

Croccantissimi crackers di kamut profumati ai semi di cumino, un dip di fave al limone e sesamo e il profumo intenso e aromatico di un calice di Erbaluce di Caluso “Cuveè Tradizione”, lo Spumante Metodo Classico di Orsolani.

Per i crackers (per circa 20 crackers): 250 g di farina di kamut, 4 cucchiai d’olio evo, Acqua, Sale, Semi di cumino

Per il dip di fave: 400 g di fave, 4-5 cucchiai d’olio evo, 1 limone non trattato, Sale, Pepe, Sesamo

Preparazione: Preparate i crackers impastando la farina di kamut con un pizzico di sale, il cumino e l’olio. Aggiungete poco per volta l’acqua fino a ottenere un impasto abbastanza liscio ed elastico. Mettetelo a riposare in frigorifero per una mezz’ora almeno e poi stendetelo con il mattarello dello spessore di circa ½ cm. Ritagliate la pasta per ottenere dei rettangoli e incidete i bordi con una forchetta, poi infornate a 180°C fino a doratura.

Nel frattempo preparate il dip: lessate le fave in acqua leggermente salata fino a quando saranno morbide e la pellicina esterna si sarà sollevata. Scolatele, sbucciatele e mettetele in un bicchiere per il frullatore a immersione con la scorza e il succo di limone, il sale e il pepe. Azionate il mixer e aggiungete a filo l’olio fino a ottenere una crema omogenea. Assaggiate ed eventualmente regolate di sale e pepe.

Servite i crackers con la crema di fave cosparsa con i semi di sesamo leggermente tostati in una padella antiaderente e accompagnateli con un buon calice di "Cuveè Tradizione" Caluso Spumante DOC.

La Rustìa Orsolani e il mio risotto primavera

Inizia la collaborazione con tre nuove foodblogger. La prima che vi presentiamo è Cristina, di RoundTripTicket, che riesce subito a stupirci con un risotto fresco e colorato che ci porta in casa la Primavera anche in queste giornate di pioggia.

La Rustìa Orsolani e il mio risotto primavera

Con questo post inizia la collaborazione fra RoundTripTicket e ORSOLANI. Per tre mesi RTT proverà ad abbinare un piatto ai vini dell’antica cantina canavese la cui storia inizia nel 1894 quando Giovanni e Domenica rientrano dall’America per aprire “Locanda Aurora” a San Giorgio Canavese (TO).

L’Erbaluce, il vitigno che meglio rappresenta questo territorio, è un’uva di origine greca contraddistinta da grappoli compatti e acini sferici che se esposti al sole assumono il colore dell’oro. Grazie a queste peculiarità il vitigno si esprime in bianchi molto strutturati come La Rustìa: un vino bianco secco molto particolare ottenuto dalla selezione delle migliori uve – 100% Erbaluce di Caluso – dei vigneti Orsolani.La Rustìa – Erbaluce di Caluso DOCG è un vino consistente, cristallino e con i suoi lievi riflessi verdolini ricorda la paglia. Il mio naso da principiante sembra avvertire della frutta (mela – pera) e una piccola nota balsamica. In bocca è fresco, elegante e con un leggero fondo minerale davvero piacevole.

La primavera sembra essere ancora lontana così ho provato a riprodurla nel piatto!

Per esaltare maggiormente il sapore della verdura e l’abbinamento piatto–vino ho evitato di utilizzare il burro. Il soffritto iniziale è stato fatto con dell’olio extra vergine di oliva, mentre la mantecatura finale con mezzo cucchiaio di ricotta fresca vaccina. Questo ha reso il risotto molto leggero e più facile da digerire.

INGREDIENTI: 5 mestoli di brodo vegetale, 170 g di riso Vialone Nano o Carnaroli, Due piccole carote lavate e tagliate a rondelle, Due piccole zucchine lavate e tagliate a rondelle, Una manciata di piselli, Una dozzina di asparagi (ben lavati, privi della parte dura finale e tagliati a tocchetti), ½ scalogno, ½ bicchiere di La Rustìa, Olio EVO qb, 1 cucchiaio di ricotta fresca vaccina, Delle margherite per decorare il piatto (potete lavarle sotto l’acqua corrente e asciugarle delicatamente con un canovaccio)

PREPARAZIONE:
LA VERDURA: In una padella antiaderente saltate la verdura nell’olio evo bollente. Cuocete a fiamma vivace per circa 10 minuti, coprite con un coperchio e tenete al caldo.

IL RISOTTO: In una casseruola fate soffriggere lo scalogno nell’olio evo. Quando lo scalogno inizia ad appassire aggiungete il riso, lasciatelo tostare qualche istante e sfumate con La Rustìa. Una volta che il vino è evaporato, completamente, aggiungete i 2/3 della verdura e mescolate. Quando il riso e la verdura sono ben amalgamati iniziate ad aggiungere il brodo e continuate a cuocere. Una volta che il risotto ha raggiunto il grado di cottura da voi desiderato (circa 14 minuti), regolate di sale, spegnete la fiamma e mantecate con la ricotta!

PRESENTAZIONE: Distribuite il riso in due piatti aiutandovi con il coppapasta. Sopra ogni porzione di riso distribuite la verdura rimasta (per un effetto visivo migliore io ho suddiviso la verdura in questo modo: le punte degli asparagi sul riso e le carote/zucchine a rondelle nel piatto). Una spolveratina di pepe (rosa/nero), le margherite et voilà… Il risotto è pronto.

Fate un respiro profondo, sorridete al vostro ospite e versate il vino! Santè!

Risotto vaniglia e spada con semi di girasole e cuore di radicchio

Ancora una volta ospite gradito di casa Orsolani è Federico di "Un Cuoco per casa". Questa volta ci ha preparato un risotto che vede tra gli ingredienti il Caluso Passito Sulè, per dare un tocco di aromaticità particolare a questo piatto e bilanciare l'amarognolo del radicchio. 

Risotto vaniglia e spada con semi di girasole e cuore di radicchio


INGREDIENTI: 160 g riso carnaroli Gli Aironi, 150 g Pesce Spada, 10 g semi di girasole tostati, 1/2 Bicchiere di Caluso passito Sulè di Orsolani, 1/2 bacca di vaniglia, 150 g radicchio di Chioggia, 1 l brodo di pesce, 1 noce di burro, olio EVO, sale rosa

PREPARAZIONE: Incidete la stecca si vaniglia e grattate i semini in un recipiente, unite olio, il passito e mescolate. Marinate il pesce spada per almeno 30 minuti.

Lavate e mondate il radicchio mantenendo solo la parte rossa, tagliatelo grossolanamente. Portate a ebollizione 1 litro di acqua e immergete per qualche secondo il radicchio e raffreddate in acqua e ghiaccio. Frullate con il minipimer e tenete da parte.

Sgoccialate per bene il pesce spada dalla marinatura e scottatelo appena in una padella antiaderente con un filo di olio EVO, toglietelo dalla padella salatelo leggermente e tagliatelo a cubetti.

In una pentola con un filo di olio fate tostare il riso per bene e cuocete con il fumetto di pesce aggiungendolo poco alla volta. A 3/4 di cottura togliere 60 g di riso e metterlo nella padella dove avete cotto il pesce spada, aggiungete il radicchio frullato e un goccio di brodo e fate tirare. Nel frattempo finite la cottura del riso (Bianco) aggiungendo il pesce spada e i semi di girasole tritati grossolanamente. Mantecate con una noce di burro

Per impiattare aiutatevi con 2 coppapasta di misure diverse, decorate con una julienne di radicchio e un giro di olio EVO.

Tortelloni ripieni di fonduta di parmigiano

Il nostro amico foddblogger Federico, le sue ricette le trovate su "Un Cuoco per casa", per creare una ricetta in abbinamento col nostro Rustia, si è ispirato ad una ricetta dello Chef Moreno Cedroni. Il risultato è molto accativante e ben si sposa con i vini di casa Orsolani.

Tortelloni ripieni di fonduta di parmigiano con marmellata di cipolle e gelatina di basilico

INGREDIENTI: 4 cucchiai di marmellata di cipolle di Tropea
Per la pasta: 400 g semola, 7 uova (4 rossi e 3 intere)
Per la fonduta di parmigiano: 300 g parmigiano reggiano, 250 g panna, 250 g latte
Per la gelatina al basilico: 40 g basilico, 4 g agar agar
Per la salsa al pomodoro: 400 g pomodori da sugo, 1 spicchio di aglio, qualche foglia di basilico, olio, sale

PREPARAZIONE:
Per la fonduta: fate sciogliere a bagnomaria il latte la panna e il parmigiano fino ad avere una crema morbida e vellutata, fate raffreddare.

Per la Pasta: Su un piano di lavoro disponete a fontana la semola di grano duro, versate le uova all’interno
Impastate il tutto per 15-20 minuti, fino ad ottenere un impasto omogeneo e compatto.
Lasciate riposare la pasta per circa 15 minuti, coperta con un panno.
Spianate e con l’aiuto di un coppapasta fate dei dischetti che farcirete con la fonduta di parmigiano, chiudete a metà e rigirate per ottenere dei tortelli premete bene la pasta per farla aderire bene. Cuocete in abbondante acqua bollente per qualche minuto.

Tortelli in preparazione
per la gelatina la basilico: Lavate e asciugate per bene le foglie di basilico, sbollentatatele per 30 secondi in acqua bollente e raffreddate immediatamente in acqua e ghiaccio per fissare il colore, mettetele in un bicchiere con l’agar agar e frullate con un minipimer aggiungendo un goccio di olio e acqua. Fate raffreddare e gelificare.

Per la salsa al pomodoro: incidete i pomodori e metteteli per qualche minuto in acqua bollente, raffreddateli e togliete le bucce e i semi. Frullateli e aggiungeteli in una padella con aglio e olio e qualche foglia di basilico. Salate e cuocete per qualche minuto.

Per la marmellata di cipolle: io l’ho comprata quest’estate a Tropea ma se volete prepararla voi vi rimando a questo link

Impiattate mettendo al centro una cucchiaiata abbondante di marmellata, coprite con la fonduta e disponete intorno i tortelli, nappateli con la fonduta e guarnite con la salsa al pomodoro e qualche cubetto di gelatina.

Sedanini alla zucca e limone

Cristiano de "Il cucinotto" cercava una bella ricetta vegetariana (come sua abitudine) da abbinare al nostro Rustia... ed ecco cosa ci ha regalato:

"Cercavo un abbinamento per una buona bottiglia di "La Rustia" Erbaluce di Caluso di Orsolani, un vino bianco secco che presenta profumi di buona intensità, a tratti eleganti con note floreali e note dolci di frutta. Al palato rimane equilibrato, pulito e mantiene una giusta sapidità per questo si abbina molto ai primi a delle minestre ma soprattutto alle verdure in genere.

Ho scelto di abbinarla a dei sedanini alla zucca e limone presentata per il magazine di Vegolosi.it un mix di sapori che spaziano tra il dolce della zucca allo speziato delle erbe. Eccovi la ricetta!"

Sedanini alla zucca e limone

Se la solita pasta con la zucca vi ha stufato, vi interesserà questa curiosa variante con limone e spezie: un accostamento interessante e gustoso, ottimo per una cena tra amici!

Ingredienti: 360 g di sedanini, 50 g di latte, 1 bustina di zafferano, 1 cucchiaino di curry, scorza di un limone, trito di maggiorana, olio extravergine di oliva, 1 gambo di sedano, 1 cipolla, 1 bicchiere di brodo vegetale, 250 g di polpa di zucca, sale e pepe mix creola.

Preparate un trito con la cipolla e fatelo rosolare in una padella con un filo di olio extravergine di oliva per pochi minuti. Unite ora la zucca, tagliata in precedenza a cubetti piccoli, alla cipolla. Aggiungete la scorza del limone gratuggiata, il sale e versate il brodo. Coprite con un coperchio e fate cuocere per circa 15 minuti controllando di tanto in tanto la cottura della zucca, che non deve frantumarsi.

Al termine della cottura, mescolate nel latte lo zafferano e il curry e uniteli al sugo di zucca che avete appena preparato e a fuoco basso fate addensare, correggendo di sale se necessario.

A parte, cuocete la pasta secondo le indicazioni sulla scatola, scolate e unite agli altri ingredienti facendo in modo di mescolare per bene il tutto. La pasta dovrà prendere tutti i sapori.
Aggiungete infine il pepe e la maggiorana e servite.

Crema all’arancia con spuma di cioccolato bianco e tegolina al passito di Erbaluce

Tra i collaboratori di Casa Orsolani entra a far parte Federico, cuoco per passione che trovate su "Un cuoco per casa" , per sfatare il mito che il mondo legato ai foodblog sia solo femminile. Federico esordisce con un bel dolce dai sapori Siciliani ma che ben si sposano con il nostro passito Sulè. Il nostro nuovo chef trova anche l'occasione per raccontare ai sui lettori la leggenda dell'erbaluce.

Crema all’arancia con spuma di cioccolato bianco e tegolina al passito di Erbaluce

A conclusione di una bella cena con gli amici o con i parenti più cari, cosa c’è di meglio se non coronare il tutto con un buon dolce??? Su una tavola allegra non può mancare una nota zuccherina che, a mio avviso, serve a lasciare ai vostri ospiti un ricordo più piacevole della serata! Questa mia ricetta, Crema all’arancia con spuma di cioccolato bianco e tegolina al passito, sembra essere quello che fa al caso vostro! E mio, ovviamente!!!

E se in tutto questo c’è pure un pò di storia, non è ancora meglio? Giusto per scambiare le ultime chiacchiere …

Ho utilizzato, per questo dolce, sia nella preparazione, sia come accompagnamento, un Caluso Passito Sulè, la cui produzione avviene nelle province di Torino, Biella e Vercelli, un vino dal colore giallo ambra, assai brillante, dall’odore gradevole, che si apre con note di fico secco e miele, per finire con aromi di albicocche secche, canditi, confettura di mele cotogne e pesche, dattero, marmellata d’arance, nocciola, vaniglia, zafferano e un tocco di smalto. Insomma un vino dagli accenti variabili ma che lascia in bocca un sapore dolce, armonico, pieno ma in ogni caso vellutato.

Siete abbastanza pazienti per sentirne la leggenda prima di darvi gli ingredienti? Servirà a dare alla vostra serata quel tocco favolistico che non fa mai male …

Un tempo le colline lasciate dai ghiacciai erano abitate da ninfe: una di queste era Alba che, un giorno, sulla riva di un ruscello, incontrò il Sole. Fu amore a prima vista ma non potevano vedersi mai. Intervenne la Luna che decise per una volta di non lasciare il cielo per far incontrare i due. Da questa eclisse nacque Albaluce: la fama della sua bellezza spinse gli abitanti della zona a offrire doni e omaggi in giorni di festa. Ma a un certo punto i frutti del lago non furono più sufficienti. Occorreva terra da coltivare e per questo si scavò un grande canale per far defluire le acque del lago. Ma le acque del lago tutto travolsero seminando morte. La ninfa Albaluce pianse per il dolore e dalle sue lacrime, pianto del Sole e dell’Alba, si alzarono lunghi tralci, ricchi di dolci, dorati grappoli di succosa uva bianca.


INGREDIENTI
Per la crema: 25g g di latte, 65 g di zucchero semolato, 20 g di farina 00, 50 g di tuorli, 1/2 Arancia (Io ho usato le arance Ribera della Tenuta Bio Gambino).
Per la spuma di cioccolato bianco: 100 g di cioccolato bianco, 100 g di panna.
Per la tegolina: 75 g di zucchero semolato, 35 g di farina di pistacchi di Bronte, 30 g di burro, 40 g di Passito Erbaluce (Io ho usato Sulè Orsolani), 20 g di farina.

PREPARAZIONE:
Per la crema grattugiate la scorza di un’arancia e incorporate la stessa insieme al latte all’interno di una casseruola. Portate a bollore. Nel frattempo sbattete le uova con lo zucchero fino a farle diventare bianche e spumose. Aggiungete la farina e lavorate poco il composto. Stemperate con il latte e rimettete sul fuoco: lavorare con la frusta fino a quando la crema non raggiunge la giusta densità. Solitamente questo livello si raggiunge dopo circa venti secondi dalla prima bolla. Trasferite tutto in un recipiente, coprite con pellicola a contatto e lasciate raffreddare prima a temperatura ambiente e poi in frigo.

Per la spuma di cioccolato bianco sciogliete lo stesso a bagnomaria o nel microonde. Montate la panna in una boule fredda. Una volta fuso il cioccolato aggiungete una piccola quantità di panna montata e lavorate energicamente con la frusta. Non preoccupatevi se il composto inizialmente sembra raggrumarsi. Continuate ad aggiungere la panna montata, lavorandola con movimenti concentrici fino a quando l’aspetto del composto non ritorni liscio. A questo punto aggiungete il resto della panna montata, possibilmente con l’aiuto di una spatola da pasticceria. Conservate in frigo fino all’utilizzo sempre con pellicola a contatto.

Per la tegolina sciogliete a bagnomaria il burro e in una boule inserire lo zucchero, la farina di pistacchi e il passito. Versate il burro fuso e mescolate con una spatola. Intanto setacciate la farina aggiungendola al composto preparato in precedenza, mescolando fino a ottenere un impasto compatto e omogeneo. Lasciate riposare in frigo almeno tre ore. Su una teglia foderata con carta forno, stendete uno strato sottile di impasto nella forma che desiderate. Cuocete in forno a 180° fino a colorazione.

Mezzi paccheri con crema di spinaci, piselli e cappesante

Ancora una volta Doriana, del blog "La Signora dei fornelli", ci sorprende con una ricetta allo stesso tempo semplice ma elaborata che ben si abbina alla freschezza e complessità aromatica del nostro Rustia.

Mezzi paccheri con crema di spinaci, piselli e cappesante

Ingredienti: 380 g di mezzi paccheri Le Gemme del Vesuvio, 6-8 cappesante, 50 g di piselli bolliti, 30 g di ricotta vaccina, 20 g di spinaci lessati e strizzati, 1 spicchio d’aglio piccolo, vino bianco secco, olio extravergine di oliva, sale, pepe in grani.

Aprire, lavare ed estrarre i frutti dalle cappesante e tagliarli a pezzetti. Scaldare l’olio extravergine con lo spicchio d’aglio in camicia e rosolarvi velocemente i molluschi, sfumando con un paio di cucchiai di vino bianco secco. Mettere le verdure, un pizzico di sale, un paio di cucchiai di ricotta e un paio di cucchiai d’olio extravergine nel bicchiere del frullatore ad immersione e ridurre il tutto in crema. Nel frattempo cuocere i mezzi paccheri molto al dente ed assemblare la crema con i frutti di mare, diluendo con un po’ dell’acqua di cottura e saltarvi la pasta fino a raggiungere il punto di cottura desiderato. Servire immediatamente, accompagnando con un bicchiere di “La Rustia” Erbaluce di Caluso, un vino di grande personalità e persistenza.

Filetto di maiale con mele spadellate al Sulé ed erba bistorta

Accostamento: Acinisparsi Canavese Doc
Ricetta proposta dallo Chef Adriano Presbitero del Ristorante Trattoria Moderna Il Simposio di Banchette d'Ivrea (TO) www.trattoriamodernailsimposio.it    

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Crème brûlée alla fava Tonka

Un dolce classico con un pizzico di esotico è quello che propone la foodblogger Virginie per una degna conclusione di una cena romantica. E perché la serata sia ancora più avvolgente, l'abbinamento d'obbligo è con il Caluso passito Sulè di casa Orsolani.

Crème brûlée alla fava Tonka

La crème brûlée è uno dei pochi dolci che adoro… anzi ne vado matta!!! Mi ricorda la mia infanzia… quel profumo di zucchero bruciato, la consistenza delicata e avvolgente, il suo irresistibile strato di zucchero caramellato… aahhh eterna giovinezza!!!! Ho usato la ricetta di Christophe Felder, ma l’ho variata sostituendo la vaniglia con la fava tonka. Questo frutto è profumatissimo: ha un aroma intenso di mandorla, con fragranze di vaniglia e cannella. Va utilizzata con parsimonia… la sua essenza è piuttosto forte inoltre va grattugiata al momento come la noce moscata! Se volete dare un tocco esotico/francese alla vostra cena vi consiglio di provarla! Ho servito la mia crème brûlée con un bicchiere di “Sulè” Caluso Passito doc . Credo che sia una conclusione perfetta per una cenetta d’amore!
Ingredienti: 250 g di latte intero; 250 g di panna fresca; 5 tuorli; 70 g di zucchero semolato; mezza fava tonka grattugiata (2 gr circa); zucchero di canna per caramellare la superficie delle crème.
Preparazione: In una casseruola porto a bollore il latte, la panna e la fava tonka grattugiata. Lascio in infusione per circa 15 minuti quindi passo il composto al setaccio e lascio raffreddare completamente. In una ciotola amalgamo i rossi d’uovo con lo zucchero semolato evitando di farli diventare bianchi. A questo punto verso a filo il ‘melange’ di latte e panna sulle uova mescolando accuratamente con la frusta. Passo quindi la crema al setaccio e riempio le cocottine che poi inforno a 100° per 1h:15′. A fine cottura la crema deve essere compatta nei bordi ma ancora tremolante al centro. Lascio raffreddare completamente le creme prima di metterle in frigorifero per almeno 3 ore. Al momento di servire cospargo ogni cocottina con due cucchiaini zucchero di canna e caramellizzo con l’apposito cannello. Se non disponete del cannello, passate le cocotte sotto il grill rovente del forno, finché lo zucchero caramellerà.

Tortini di cioccolato fondente dal cuore morbido al caffè

Il clima non ancora primaverile ci permette di godere appieno del dolce dal cuore morbido che ci propone la nostra foodblogger Doriana de "La Signora dei Fornelli". Un dolce di cioccolato e caffè da abbinare al nostro Sulè Passito.

Tortini di cioccolato fondente dal cuore morbido al caffè

Ingredienti: 150 g cioccolato fondente, 80 g burro, 2 uova, 1 tuorlo, una tazzina di buon caffè ristretto, 30 g farina, 10 g cacao amaro, l’interno di mezzo baccello di vaniglia, 90 g zucchero a velo.

Mettere il cioccolato fondente tagliato grossolanamente a sciogliere in una ciotola a bagnomaria insieme al burro tagliato a pezzetti. Nel frattempo porre in una capiente ciotola le uova, la vaniglia e lo zucchero e sbattere con le fruste elettriche, fino a che il composto non diventi chiaro e spumoso, per circa una decina di minuti. Togliere dal fuoco il  composto di cioccolato e burro e, sempre sbattendo, incorporarlo al composto di uova; alla fine unire il caffè, la farina e il cacao setacciati. Quando gli ingredienti saranno ben amalgamati, imburrare e ricoprire di  cacao amaro in polvere 6 stampini in alluminio, riempirli per ¾ e infornarli nel forno già caldo a 175°; dopo 16 minuti esatti estrarli dal forno, lasciarli intiepidire leggermente e poi capovolgerli su di un piatto da portata, cospargendoli di zucchero al velo e servendoli tiepidi.